martedì 13 giugno 2017

internazionale 3.9.17 
Da sapere
Una guida cinese?

Il 1 giugno 2017 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che il suo paese abbandonerà l’accordo sul clima di Parigi, firmato nel 2015 da 195 paesi per contenere l’aumento della temperatura globale almeno al di sotto dei due gradi rispetto ai livelli preindustriali, e cercando di arrivare all’1,5. All’epoca gli Stati Uniti, guidati da Barack Obama, si erano impegnati a tagliare del 26 per cento le loro emissioni di anidride carbonica entro il 2025. Gli altri due paesi che non aderiscono all’accordo sono la Siria, a causa della guerra, e il Nicaragua, che considera troppo poco ambiziose le misure adottate. La decisione di Trump è stata criticata da molti capi di governo, in particolare da quelli di Cina, India e Unione europea. Molti scienziati e commentatori sostengono che senza l’impegno di Washington sarà più difficile raggiungere l’obiettivo issato nel 2015, ma credono che nei prossimi anni sarà Pechino ad assumere il ruolo di leader mondiale contro i cambiamenti climatici. Una valutazione rafforzata dagli ultimi studi secondo cui le emissioni di anidride carbonica in Cina hanno cominciato a scendere dieci anni prima del previsto. Ma questo processo potrebbe essere contrastato dal fatto che il carbone, la fonte di energia più inquinante, è ancora molto usato dai cinesi. E le compagnie minerarie hanno un grosso peso politico. Bbc, Asia Times