martedì 6 giugno 2017

il manifesto 4.6.17
L’ultima settimana dell’Unità
Editoria. Dallo sciopero record di otto giorni alla sospensione delle pubblicazioni


Solo il 25 maggio scorso l’Unità era tornata in edicola dopo uno sciopero record di una settimana. I giornalisti e i lavoratori avevano risposto in questo modo a un duplice «ricatto»: il primo è quello dei licenziamenti collettivi, il secondo un «odioso baratto tra salari e diritti» imposto dall’editore: per ottenere gli stipendi i dipendenti avrebbero dovuto convincere ex colleghi che avevano impugnato i loro crediti davanti a un giudice del lavoro di rinunciare alle loro spettanze.
La settimana successiva è stata un calvario.
Lo stampatore del giornale ha fermato le rotative perché non è stato pagato dall’azienda per mesi. I giornalisti hanno lavorato per un giornale che non è arrivato in edicola. Giovedì notte è arrivata la notizia della sospensione delle pubblicazioni e l’intenzione dell’azienda di trattare con il sindacato sugli ammortizzatori sociali.
Ai lavoratori, in sciopero ad oltranza, potrebbero essere garantiti 24 mesi di cassa integrazione e altrettanti di disoccupazione. Per farlo c’è bisogno di un accordo con il sindacato.
Mercoledì prossimo ci sarà un incontro con la Fnsi.
Trovata l’intesa ci sarà l’effettiva sospensione delle pubblicazioni. Se il giornale tornerà in edicola sarà, in seguito, necessario un altro accordo. Nel frattempo il rischio del fallimento si è fatto più reale. Il Cdr ha criticato il silenzio del segretario del Pd Renzi sulla vicenda: «ha ferito tutti», ci chiediamo se anche di fronte alla decisione dell’editore proseguirà la scelta del silenzio».