La Stampa 3.6.16
Cogito, il robot poliziotto che smaschera i terroristi
Inventato in Israele, interroga i passeggeri e ne scopre le intenzioni
di Ariela Piattelli
Che
cos’è? Da dove sarà venuto mai? Si chiama Cogito ed è il RoboCop che
stana i terroristi. Viene da un’azienda israeliana, la Suspect Detection
Systems Ltd, il robot poliziotto, che fa domande ai sospetti
terroristi, ne analizza il comportamento e scongiura gli attentati. Ha
il 95% di margine di infallibilità ed è già utilizzato in molti Paesi.
Un’invenzione
complessa, ma duttile, semplice ed immediata nell’utilizzo. «La
tecnologia di Cogito consiste in due sistemi diversi -. Spiega a La
Stampa il Ceo dell’azienda Shabtai Shoval, che in passato ha servito
l’esercito israeliano e ha lavorato nell’intelligence -. Cogito 4M è un
sistema automatico che pone domande alla persona sospetta. Per esempio:
siamo in un aeroporto e sottoponiamo al sistema un immigrato che viene
dalla Siria. Cogito gli chiederà se è entrato illegalmente, se fa parte
dell’Isis e se viene nel nostro Paese per fare un attentato o per altri
motivi».
La persona sospetta, se è un terrorista, mentirà
sicuramente, ma qui entra in gioco la tecnologia: «Dalla risposta il
robot analizza le reazioni del sospetto ed i suoi comportamenti, come il
livello di sudorazione, la voce e tutto il resto, per rivelare se sta
mentendo». Le domande sono calibrate sul profilo del sospetto, il Paese
di provenienza, la destinazione e su altri fattori. Negli aeroporti
all’avanguardia, come il Ben Gurion di Tel Aviv, c’era già il personale
addetto che interrogava i viaggiatori, ma il robot esclude l’errore
umano, si spinge dove l’uomo non può arrivare, e ci offre scenari che
anche nel film di fantascienza di Paul Verhoeven e nei libri di robotica
di Asimov erano inimmaginabili. Il robot prende la temperatura a
distanza dei viaggiatori.
Il calore che tradisce
«Il secondo
sistema si chiama Cogito 3000 - continua Shoval -. Consiste in una
telecamera termica, registra a distanza la temperatura corporea del
sospetto, che è ovviamente diversa da quella di un normale viaggiatore,
se ha con sé una bomba e sa che morirà nei prossimi cinque minuti.
Questo sistema si usa negli aeroporti, negli stadi, all’entrata della
metropolitana».
Ci sono voluti quattro anni per dare vita a
Cogito, che prende il nome dalla filosofia cartesiana (Cogito ergo sum)
ed è già attivo in Israele, Russia, India, America Latina, Panama, e in
America (è stato finanziato dal Dipartimento per la Sicurezza Interna
degli Stati Uniti).
I sistemi non sono applicati soltanto contro
il terrorismo, ma anche per dare la caccia a «semplici» criminali e
trafficanti di droga. Nessun Paese europeo ha ancora acquistato il
poliziotto tutto robot. «Questo perché gli europei sentono molto il tema
della violazione della privacy, e Cogito legge nella mente - conclude
Shoval -. Forse dovrebbero ripensare, alla luce degli attentanti di
Bruxelles e Parigi, questo tema. Perché se si ha il sospetto che
qualcuno stia per uccidere i tuoi figli, fargli domande per fermarlo è
il minimo che tu possa fare».
Ricerca continua
Sono molte le
aziende israeliane che hanno inventato robot antiterrorismo, in varie
forme. La Magna BSP Ltd ha messo a punto un radar ottico capace di
individuare droni: il sistema è impercettibile, non entra in conflitto
con l’attività di altri strumenti, e non ostacola la comunicazione fra
torre di controllo e aerei. È già in uso in molti aeroporti l’invenzione
dell’azienda Farkash Security Technology, il software di riconoscimento
facciale di un individuo in movimento che è capace di ricostruire
un’identità in un istante. Così i robot poliziotti, che ci chiedono chi
siamo, ci provano la febbre, e disegnano il nostro profilo, forse ci
salveranno per davvero.