mercoledì 13 gennaio 2016

Corriere 13.1.16
Corbyn il Rosso perde i suoi ministri ombra
di Sara Gandolfi

Se ne vanno alla spicciolata, adducendo «conflitti interni». Così il nuovo leader del Labour Party sta perdendo (o lasciando andare?) i pezzi del suo governo ombra. La vittoria di Corbyn «il rosso», lo scorso settembre, aveva portato alle dimissioni immediate di molti «blairiani» dalle posizioni-chiave nel partito. Altri, più moderati, avevano deciso di restare per tentare di difendere una via intermedia, se non proprio la «terza via» ormai in disuso. Una pace assai precaria, in casa del pacifista Jeremy.
Prima è arrivato il benservito di Corbyn a due ministri ombra molto popolari sulla scena politica britannica — il segretario alla cultura Michael Dugher e il portavoce per l’Europa Pat McFadden, accusati di «ripetuta slealtà» — assieme alla «punizione» della riottosa Maria Eagle, spostata dalla Difesa alla Cultura perché rea di non seguire la sua linea sul disarmo. Poi sono seguite, però, le dimissioni di altri membri e sottosegretari del governo ombra. Il colpo basso, comunque, sembra essere quello incassato dal leader lunedì: l’addio a sorpresa di Catherine McKinnell, esponente di rilievo del governo ombra, con parole che bruciano: «Condividevo il tuo ottimismo — ha scritto a Corbyn —. Tuttavia, le mie preoccupazioni sulla direzione del partito e sui conflitti interni sono aumentate e temo che ciò ci porterà giù, su un cammino sempre più negativo». Le voci critiche nel Labour aumentano, racconta il Financial Times , anche nei confronti di chi ha deciso di restare, e abbassare la cresta: «Stanno solo allungando i tempi, prima che l’opinione pubblica realizzi quanto a sinistra è l’agenda di Corbyn», ha detto un «dissidente» laburista. La resa dei conti, forse, è appena iniziata. E Corbyn non deve poi essere troppo sicuro di sé. È tradizione che, all’apertura dell’anno parlamentare, il capo del Labour incontri i «suoi» parlamentari ma l’altra sera, alla riunione di rito, ha preferito spedire la ministro ombra all’Ambiente Kerry McCarthy .