mercoledì 16 dicembre 2015

La Stampa 16.12.15
I chirurghi vanno in sala
Violato lo stop agli straordinari
di Nicola Pinna


L’operazione è finita alle 18, ma i chirurghi del Brotzu ieri mattina erano al lavoro da molto presto. Il divieto “di straordinario” è stato violato. Con l’accordo di tutti: i medici, ma anche gli infermieri, gli anestesisti e tutti gli altri componenti dell’equipe. Nella sala operatoria sono tutti concentrati, ma stavolta sembra che l’entusiasmo sia maggiore. «Ci ha autorizzato la direzione sanitaria e noi siamo ben felici di aver concluso questo intervento: rischiava di saltare - racconta il capo dei chirurghi, Mauro Frongia - Stamattina abbiamo eseguito un espianto di reni e questo pomeriggio abbiamo fatto il trapianto. Non potevamo rischiare di nuovo di non eseguire l’operazione«.
Era successo già la settimana scorsa, perché la normativa europea (inapplicata in Italia fino a novembre) vieta turni lunghi e impone un riposo di almeno 11 ore. «Questa volta ci siamo assunti una responsabilità importante - dice il direttore sanitario, Nazareno Pacifico - Non potevamo non sfruttare un’occasione così importante come quella di portare a termine un altro trapianto». La settimana scorsa, invece, è stato necessario organizzare un volo speciale e trasferire gli organi appena espiantati fino a Torino. «Questo ovviamente penalizza i tanti sardi che sono in lista d’attesa - ribadisce il coordinatore dei trapianti, Ugo Storelli - Se saremo costretti a trasferire gli organi dei nostri donatori finirà che i sardi che devono essere trapianti vanno a iscriversi nelle liste d’attesa di altre regioni».
Finita l’operazione, al quinto piano del Brotzu c’è quasi aria di festa. «Primo perché abbiamo ridato la speranza a un ragazzo - si sfoga un infermiere - Poi perché siamo riusciti a fare il nostro lavoro fino alla fine vincendo la sfida con una burocrazia cieca. Chi trapianta organi non può rispettare turni l orari».
L’operazione è finita alle 18, ma i chirurghi del Brotzu ieri mattina erano al lavoro da molto presto. Il divieto “di straordinario” è stato violato. Con l’accordo di tutti: i medici, ma anche gli infermieri, gli anestesisti e tutti gli altri componenti dell’equipe. Nella sala operatoria sono tutti concentrati, ma stavolta sembra che l’entusiasmo sia maggiore. «Ci ha autorizzato la direzione sanitaria e noi siamo ben felici di aver concluso questo intervento: rischiava di saltare - racconta il capo dei chirurghi, Mauro Frongia - Stamattina abbiamo eseguito un espianto di reni e questo pomeriggio abbiamo fatto il trapianto. Non potevamo rischiare di nuovo di non eseguire l’operazione«.
Era successo già la settimana scorsa, perché la normativa europea (inapplicata in Italia fino a novembre) vieta turni lunghi e impone un riposo di almeno 11 ore. «Questa volta ci siamo assunti una responsabilità importante - dice il direttore sanitario, Nazareno Pacifico - Non potevamo non sfruttare un’occasione così importante come quella di portare a termine un altro trapianto». La settimana scorsa, invece, è stato necessario organizzare un volo speciale e trasferire gli organi appena espiantati fino a Torino. «Questo ovviamente penalizza i tanti sardi che sono in lista d’attesa - ribadisce il coordinatore dei trapianti, Ugo Storelli - Se saremo costretti a trasferire gli organi dei nostri donatori finirà che i sardi che devono essere trapianti vanno a iscriversi nelle liste d’attesa di altre regioni».
Finita l’operazione, al quinto piano del Brotzu c’è quasi aria di festa. «Primo perché abbiamo ridato la speranza a un ragazzo - si sfoga un infermiere - Poi perché siamo riusciti a fare il nostro lavoro fino alla fine vincendo la sfida con una burocrazia cieca. Chi trapianta organi non può rispettare turni l orari».