sabato 12 dicembre 2015

Corriere 12.12.15
Etruria, doppia inchiesta di Finanza e Polizia
Verifiche sul trasferimento del funzionario che consigliò il pensionato suicida
Nel mirino anche il vecchio board
di Fiorenza Sarzanini


ROMA Luigi D’Angelo è soltanto uno dei tanti clienti convinti dai funzionari della filiale di Banca Etruria di Civitavecchia a rischiare i propri soldi con un investimento ad alto rischio. Le verifiche effettuate dalla squadra mobile di Roma dopo il suicidio del pensionato che aveva perso quasi 110mila euro, delineano un quadro di “pressioni” esercitate sui correntisti affinché sottoscrivessero i nuovi “profili” garantendo all’istituto di credito di mantenere la liquidità. E fanno emergere la figura di un funzionario che la scorsa estate, dopo aver portato a termine la missione di mantenere pressoché inalterato il “portafogli” fu trasferito in un’altra filiale.
È il primo passo. I magistrati che stavano già indagando su quanto accaduto a Banca Etruria, ma anche a Banca Marche, dovranno adesso stabilire se davvero Bankitalia avesse sollecitato di vietare questo tipo di investimento ai piccoli risparmiatori e se questa imposizione sia stata rispettata. Ci si muove su un doppio binario. Da una parte il Nucleo valutario della Guardia di Finanza che svolge verifiche su eventuali ostacoli alla Vigilanza e altre irregolarità nella gestione patrimoniale degli Istituti di credito. Dall’altra la polizia delegata ad accertare che cosa sia accaduto a Civitavecchia.
Gli investigatori guidati da Luigi Silipo hanno acquisito la “cartella” di D’Angelo per ricostruire la movimentazione finanziaria e avviato gli interrogatori. Il primo a essere ascoltato è stato il direttore, a seguire i dipendenti. Già questa mattina potrebbe essere convocato l’impiegato che si occupò della sua pratica. A lui, dopo aver ricevuto la lettera che gli comunicava la necessità di modificare le condizioni, il pensionato chiese consiglio, manifestando dubbi e perplessità sulla proposta. E non escludendo, come hanno già confermato i suoi familiari ma anche altre persone che avrebbero ricevuto lo stesso trattamento, la possibilità di ritirare la somma. Proprio rispetto a questa eventualità il funzionario lo avrebbe rassicurato mentre gli sottoponeva i documenti da firmare per l’autorizzazione.
«Non perde niente, è tutto a posto», le parole che D’Angelo ha riferito gli furono dette. Lo ha raccontato ai giornalisti di Tele Civitavecchia dai quali era andato il 25 novembre per chiedere aiuto e fare una denuncia pubblica. Loro lo indirizzarono a un avvocato che solitamente si occupa dei consumatori, si misero a disposizione se avesse voluto fare un’intervista. Il pensionato disse che ci avrebbe pensato. Tre giorni dopo si è stretto una corda intorno al collo. Oltre all’istigazione al suicidio dovranno adesso essere valutati altri reati, truffa compresa. Un’ipotesi che potrebbe essere contestata anche in altri casi analoghi.
Le indagini già aperte rischiano adesso di avere un effetto a catena, anche perché molti cittadini hanno presentato singole denunce, oltre agli esposti già depositati da numerose associazioni. Nel mirino ci sono i funzionari delle filiali, ma l’attività degli specialisti del Valutario si sta concentrando in modo particolare sul comportamento dei componenti del consiglio di amministrazione di Banca Etruria per verificare una eventuale «mala gestio» ma anche ostacoli posti agli organi di Vigilanza, come denunciato da Bankitalia, prima del commissariamento. E sulle speculazioni - segnalate dalla Consob - registrate due settimane prima della decisione del governo - nel gennaio scorso - di privatizzarla insieme alle altre Popolari. Una mossa che aveva scatenato le polemiche perché il vicepresidente dell’Istituto è Pierluigi Boschi, padre del ministro per le Riforme Maria Elena.