martedì 24 novembre 2015

La Stampa 24.11.15
Il governo: assumeremo 3 mila medici
Piano straordinario per adeguarsi alla direttiva europea sui turni negli ospedali
di Paolo Russo


Da domani in corsia (negli ospedali sia pubblici sia privati) avremo anche meno medici stressati da turni massacranti, ma con l’entrata in vigore della direttiva europea che dice basta agli orari non-stop rischiano di andare in tilt soprattutto servizi d’emergenza e pronto soccorso. Mentre in sala operatoria potrebbe saltare più di un intervento per penuria di anestesisti. Il governo di proroghe non vuol sentir parlare perché significherebbe andare sicuramente incontro a pesanti sanzioni da parte della Corte di giustizia europea, visto che l’Italia già si è vista sventolare da Bruxelles il cartellino giallo della procedura d’infrazione, dopo il rinvio di un anno del nuovo orario deciso per legge nell’estate del 2014. Ma il ministero della Salute e quello della Funzione pubblica in queste ore stanno mettendo giù una norma che, in deroga ai vari blocchi del turn over, consenta quello che loro stessi definiscono «un piano straordinario di assunzioni».
Manca personale
I dati sui buchi in pianta organica che stanno affluendo dalla regioni parlano di almeno 3mila medici da assumere, tacendo il fatto che all’appello mancano anche 20mila infermieri. Un costo che si aggira sui 4-500 milioni di euro. La copertura sarebbe stata già individuata e verrebbe dalle nuove norme anti-cause sanitarie da inserire nella legge di stabilità, che riducendo il contenzioso tra medici e pazienti porrebbero un freno anche a quella medicina difensiva che, facendo prescrivere anche quel che non serve, costa allo Stato una decina di miliardi. Del resto dal 25 novembre l’Europa impone anche ai nostri ospedali massimo 48 ore di lavoro settimanale (reperibilità compresa), turni mai superiori alle 13 ore e, soprattutto, 11 ore di riposo filate da garantire a tutti. Paletti oggi rispettati in pochi angoli d’Italia. Tant’è che uno studio del sindacato dei camici bianchi ospedalieri, l’Anaao, parla di 4 medici su dieci con disturbi del sonno.
Sanitari stressati
«E come potremmo non essere stressati se ogni giorno gestiamo più di 20 pazienti, facendo in media 13 guardie al mese e lavorando anche dopo il turno di notte», afferma il dottor Mario R. alla fine di una interminabile giornata trascorsa al pronto soccorso del Sant’Andrea di Roma. «Sa quante ore accumulo di straordinari al mese? Oltre 150...», dice Roberto L. che lavora al «Cardarelli» di Napoli. «Il numero di medici presente in un reparto – spiega Diego Piazza, presidente di Acoi, l’associazione dei chirurghi- risponde ad una legge dello Stato. Poi però vediamo che ci sono reparti con un solo chirurgo e mi chiedo come sia possibile far rispettare un orario di servizio adeguato, quando casomai su quattro medici a supporto del chirurgo due hanno la 104 e un altro ha un’invalidità per cui non può fare le notti».
E se per i camici bianchi lavorare così è uno stress per i pazienti diventa un rischio. Ma non lo è da meno quello paventato dal presidente della Federazione di asl e ospedali (Fiaso), Francesco Ripa di Meana: «Il problema è molto più ampio perché la direttiva europea va applicata a tutto il personale sanitario non solo ai medici e così rischiamo di sospendere servizi anche importanti come quelli di emergenza». «Confido che il buon senso faccia adottare una soluzione con effetti immediati», conclude. Facendo capire che le assunzioni non si fanno dall’oggi al domani, mentre il nuovo orario rischia di creare il panico in ospedale già tra 24 ore.