giovedì 8 ottobre 2015

La Stampa 8.10.15
Guerra e riforme, profumo di Nazareno
di Marcello Sorgi


L’escalation della guerra in Siria, con i missili russi di Putin e l’offensiva di terra di Assad rende più urgenti le decisioni di Obama e rischia di accelerare il coinvolgimento dell’Italia sulla linea di confine dell’Iraq. Dopo la posizione interlocutoria assunta martedì sera dal governo in Senato (non c’è ancora una decisione, se e quando verrà il Parlamento sarà informato), la ministra della Difesa Pinotti ha ricevuto il segretario alla Difesa americano Carter (che ha incontrato anche il presidente Mattarella) e ha confermato che, sia da parte della coalizione attualmente impegnata in Iraq, sia da parte del governo iracheno, crescono le pressioni per rafforzare l’azione antiterrorismo contro l’Isis.
Ma se l’ipotesi di assegnare compiti di attacco ai Tornado dell’Aeronautica finora impiegati in Iraq solo in ricognizioni dovesse diventare reale, Renzi potrebbe trovarsi di fronte a uno scenario capovolto rispetto agli schieramenti attuali del duro confronto in corso sulle riforme istituzionali. Mentre infatti il centrodestra, esplicitamente schierato con Putin da Berlusconi a Salvini, potrebbe convergere a favore dell’intervento italiano, a sinistra è prevedibile un ritorno del fronte pacifista che s’è mosso altre volte in occasione delle missioni militari italiane, e ha lavorato in passato anche contro il piano di acquisti degli F35, cercando di condizionare il governo.
Il lavorìo per la costituzione di una nuova “cosa” a sinistra, per riunire i transfughi del Pd con gli spezzoni della sinistra radicale potrebbe subire un’accelerazione, per premere sul fianco della minoranza Pd che esce sconfitto dalla partita delle riforme. Finora questo processo aveva fatto pochi passi avanti, complici le difficoltà interne di Sel e le resistenze di Civati. Ma il coinvolgimento dell’Italia su un nuovo scenario di guerra potrebbe spingere tutti a superare gli indugi, sebbene le possibilità che tutta o parte l’ala bersaniana si unisca ai pacifisti siano abbastanza remote.
La sensazione di un confuso movimento, ancora lontano, va detto, da un possibile capovolgimento degli schieramenti, s’è avuta ieri, del resto, nell’aula del Senato dove continuavano le votazioni sulle riforme, e dove a sorpresa Forza Italia ha rotto il fronte delle opposizioni, che fino al giorno prima era stato unito in una specie di Aventino, e ha unito i propri voti a quelli del governo, guarda caso sull’emendamento che riguardava lo stato di guerra, su cui la maggioranza mostrava la corda. A ridimensionare ogni possibile interpretazione del cambio di strategia sono stati insieme il capogruppo azzurro Romani e la ministra Boschi. E tuttavia il profumo di ritorno del Nazareno è stato avvertito da tutti.