sabato 10 ottobre 2015

Il Fatto 10.10.15
Il conto alla fine lo paga Marino
di Pino Corrias


Ogni città ha un’anima, quella di Roma Capitale abita a tavola e apparecchia la cena. I sindaci delle altre città cadono per appalti, tangenti e malavita, quello di Roma per un abbacchio al Girarrosto, ristorante di cinematografari e tavolate notturne. L’assessore alla legalità Alfonso Sabella dice che “finisce tutto per una leggerezza”. Si sbaglia. Nella post politica che sempre si addensa sul cielo di Roma le cene sono la sostanza, i programmi elettorali l’apparenza. Chiedere conferma a Er Batman che le praticava con una certa competenza e a Giuliano Ferrara che le teorizza con il suo sostanzioso cinismo. La cena è da sempre il rito dei molti mondi che compongono Roma uno strato alla volta, cominciando dalle porchette delle periferie, per finire alle aragoste dei super attici e ai consommé vaticani. Ha una tale forza di attrazione che persino un sindaco venuto dallo spazio come Ignazio Marino, ci si è accomodato con tutte le scarpe. Finendo per credersi anche lui un invitato e non un intruso. Si può avere una tagliata e una bottiglia di Sanct Valentin? Come no. Il povero Marino credeva che avrebbero pagato gli altri, cioè noi, tramite carta di credito. Invece il conto era per lui.

Che il Papa si senta in dovere di fare un comunicato per sfancularlo è – posso dirlo? – decisamente inaudito. Tutta la stima e la deferenza, ma Bergoglio non se lo poteva permettere. Eppure, ha visto che silenzio?
C’è il Giubileo della Misericordia, siamo tutti devoti.
Iene, pronti all’agguato. La Panda ’ndo sta’? La multa, la gita, la cravatta, lo scontrino. E il ristoratore che ricorda esattamente che due anni fa c’era la moglie e anche quante briciole lasciò sulla tovaglia, e la Comunità di Sant’Egidio pronta a segnalare che quella volta no, loro non hanno magnato, ma forse l’altra precedente... E tutti a gridare: scandalo!
(...)
Solo l’apparenza conta. Appari come non sei, e la realtà è nascosta, taciuta, vilipesa. Ha visto mai Renzi partecipare a un dolore, partecipe di una disfatta personale o anche collettiva? Mai. Le macerie cadono sempre sulla testa dei più deboli. Lui pulito, ordinato e pettinato trova conforto nel sorriso da categoria enduro. Sta sempre con chi vince: la tennista che si aggiudica il Grande Slam, il regista che vince l’Oscar, l’astronauta che raggiunge le stelle, il ristoratore che fa ballare la samba ai carciofi. Marino in questo è un eccellente socio. Il socio del sorriso. Sorrida di meno e sfanghi di più. Oppure, se capisce che l’hanno accerchiato...
Scusi eh, ma Marino chi l’ha cacciato? Il Papa, mi pare...
Certo Bergoglio con quel suo “sono stato chiaro?” . Una cosa inaudita.