martedì 25 agosto 2015

La Stampa 25.8.15
“Risposta non evangelica che ci incatena al passato”
Il vescovo di Carpi, Francesco Cavina: così non si sanano le tragedie
di Giacomo Galeazzi


«Non è evangelico respingere le scuse di Francesco, primo Papa a mettere piede in un tempio valdese», osserva il vescovo di Carpi, Francesco Cavina, diplomatico di lungo corso della Segretaria di Stato. «Il Papa ha fatto bene».
I valdesi non possono accettare per conto degli avi le scuse del Papa. Cosa replica?
«Francesco ha fatto “mea culpa” per le secolari colpe dei cattolici nei confronti dei valdesi. La risposta dei valdesi può anche sembrare fondata da un punto di vista puramente materiale, ma la richiesta di perdono del Papa ha un valore morale e indica la strada del Vangelo. È l’unica via possibile per ripristinare relazioni che nel corso della storia hanno avuto fratture anche drammatiche. Il gesto di Francesco va letto come volontà di riconciliazione e non come fatto materiale. Ne va colto il carattere davvero profetico e lungimirante».
È una chiusura inattesa?
«La sua richiesta di scuse va oltre la storia e il tempo. Respingerla è un atteggiamento formale ma il formalismo non permette di guardare avanti e tiene incatenati al passato. Se non si concede il perdono non si riescono a sanare tragedie e conflitti. Se si vuole davvero l’unità dei cristiani. Per porre fine allo scandalo dei fratelli separati bisogna avere il coraggio di superare le vicende del passato accogliendo ciò che di nuovo viene espresso oggi dal Pontefice. A nome di tutta la Chiesa Francesco riconosce che ci sono state colpe ed errori. Solo così si può progredire secondo la legge del perdono. È il modo di procedere che ci ha insegnato Gesù».
Una ferita non sanata?
«Come si fa a proporre a persone di fede e cultura diversa una riappacificazione se non diamo l’esempio? Non si può proporre la riconciliazione a persone lontane per aspetti socio-culturali se non accettiamo le scuse tra cristiani. Il Papa ha offerto un grande riconoscimento della tradizione valdese. Ha gettato ponti che richiedono disponibilità ad accogliere la sua volontà di voltare pagina per costruire un futuro comune.Se non si supera il passato, ne si è schiavi».