giovedì 25 giugno 2015

Repubblica 25.6.15
“Studenti a lezione di parità tra i sessi in tutte le scuole”
Un passaggio del maxi emendamento sulla scuola ha riacceso la polemica sull’insegnamento delle teorie gender
I centristi protestano: si introduce la teoria di genere
Il ministro Giannini: il governo vuole solo lottare contro omofobia e discriminazioni


ROMA Per la prima volta in una riforma sulla scuola entra l’educazione alla parità tra i sessi. Nel maxi-emendamento presentato in commissione si legge, all’articolo 15: «Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori».
Dunque col disegno di legge sulla Buona Scuola, che oggi va in discussione al Senato (approderà alla Camera il prossimo 7 luglio) e sul quale il governo ha annunciato che porrà la fiducia, viene recepita la convenzione del Consiglio di Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, la meglio conosciuta convenzione di Istanbul. Ma la norma non è passata inosservata e ha già scatenato le prime polemiche, incentrate sul rischio che l’articolo 15 sia la porta d’ingresso di qualcos’altro.
«E’ una norma ambigua sulle attività educative che potrebbe consentire la diffusione nelle scuole della teoria sul gender », sostengono i senatori di Area Popolare che hanno partecipato al Family Day Sacconi, D’ascola, Di Biagio, Formigoni, Giovanardi, Marinello e Quagliarello. La teoria del gender, secondo l’ottica cattolica, supera la distinzione naturale tra i due sessi, maschi e femmine. E propone il diritto di chiunque a scegliere il sesso di appartenenza. «Abbiamo chiesto un incontro urgente ai ministri Giannini e Boschi in Senato prima dell’inizio dei lavori d’aula», hanno spiegato i centristi.
Ma il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, rispondendo durante il question time alla Camera a un’interrogazione di Celeste Costantino di Sel, ha chiarito: «Siamo impegnati nella prevenzione e nel contrasto di ogni tipo violenza e discriminazione », ma non è prevista l’introduzione della cosiddetta teoria di gender in ambito scolatico, «perché ha un contesto culturale diverso e che non ha nulla a che fare con le linee di governo ».
La Giannini, poi, passando in rassegna le attività intraprese per contrastare bullismo, cyberbullismo e omofobia, ha segnalato che è stata avviata un’opera di controllo e monitoraggio «su tutte le iniziative» sospettabili di intolleranza, compresa quella assunta - nei giorni precedenti al Family day di Roma - da una dirigente scolastica, che ha fatto diffondere in una scuola di Roma una circolare volta a sostenere, in sintonia con quella manifestazione, l’allarme rispetto a «fantomatici corsi di “teoria del gender”». Al riguardo il ministro ha detto che e’ stato «immediatamente accolto l’invito al ritiro di quella circolare».