lunedì 15 giugno 2015

La Stampa 15.6.15
Le interrogazioni parlamentari ignorate dal governo
di Carlo Bertini


È una classifica speciale, che il sociologo e senatore Luigi Manconi definisce «La sindrome della mancata risposta alle interrogazioni parlamentari». Un fenomeno noto, già analizzato da ricerche ad hoc da cui emerge che l’80% degli atti di sindacato ispettivo, così si definiscono in gergo parlamentare interrogazioni e interpellanze, non riceve risposta. Il sentimento di frustrazione del parlamentare semplice è messo bene in luce dalle parole di Manconi, che ha inoltrato l’analisi fatta con gli uffici del Senato a Grasso, sperando che sensibilizzi il governo. Tanto che negli ultimi tempi, a suo dire, i ministeri paiono più solleciti. Dall’elenco dei dicasteri più oberati di interrogazioni e dei più virtuosi, si evince che Esteri e Difesa battono tutti. Mentre la presidenza del Consiglio risulta abbia risposto solo a 17 su 733 atti di sindacato ispettivo.
L’interrogazione, unico strumento del «povero parlamentare qualunque destinato alla frustrazione», spesso si trasforma in «un esercizio perfettamente inutile, o perché la risposta non arriva, o perché se arriva, arriva tardissimo: totalmente sfalsata rispetto all’urgenza dei fatti esposti e di conseguenza impotente a porvi rimedio o anche solo a limitarne gli effetti negativi». Ed essendo il solo strumento che consente loro «di interloquire da pari a pari con il governo e con i suoi ministri» i parlamentari sfornano centinaia di interrogazioni indirizzate a tutti i ministeri. E la percentuale degli atti che hanno ricevuto risposta è di circa il 19%, con un tempo medio di 126 giorni. La classifica dei destinatari vede in testa il ministero dell’Interno con 820 atti ricevuti, la presidenza del Consiglio (733), i ministeri della Salute (517), dello Sviluppo economico (499), delle Infrastrutture e dei Trasporti (479) dell’Istruzione (460), dell’Economia (447), dell’Ambiente (416), del Lavoro (397), della Giustizia (388), delle Politiche agricole (311), della Cultura (276), della Difesa (194) e degli Esteri (151). Ed è forse per la minore mole di richieste da smaltire che questi ultimi due dicasteri sono i più solleciti, con la maggiore percentuale (50,5% la Difesa e 60% gli Esteri) di risposte alle interrogazioni.