lunedì 4 maggio 2015

Corriere 4.5.15
Dalla Ue solo buone intenzioni
Ancora una volta l’Italia è sola
di Firenza Sarzanini


La tregua è durata appena una settimana e adesso l’Italia è di nuovo in stato di massima allerta. Perché in appena due giorni sono arrivati quasi 7.000 migranti e non ci sono strutture in grado di ospitarli. Sono donne, bambini, uomini che chiedono asilo. Hanno bisogno di aiuto, così come gli altri che certamente approderanno sulle nostre coste nei prossimi giorni. Spinti a partire dalla bella stagione e da scafisti sempre più determinati ad ottenere il massimo dal traffico di esseri umani. Questa mattina dal Viminale partirà una nuova circolare ai prefetti per chiedere di trovare migliaia di posti, di mettere a disposizioni stabili per alleggerire il carico delle regioni del Sud e distribuire gli stranieri su tutta la Peni-sola. Le elezioni amministra-tive sono ormai imminenti, questo certamente susciterà nuove polemiche e scontri politici, ma la linea è stata tracciata e tutti dovranno farsi carico di chi arriva. L’Italia, come era prevedibile, passata l’emozione per i 700 morti provocati dall’ultimo naufragio nel Mediterraneo, si ritrova nuovamente sola. Le buone intenzioni dei responsabili della politica dell’Unione Europea tali sono rimaste. Questa settimana probabilmente arriveranno navi e risorse per potenziare l’operazione Triton, ma niente di più. E poco importa che il pattugliamento del mare non serve a governare i flussi dei migranti ma sol-tanto a subirli quando sono ormai a poche decine di miglia dalla costa. Non sono previste iniziative serie per l’accoglienza e soprattutto per evitare altre tragedie. L’Europa non è stata neppure in grado di pianificare un’azione seria per la distru-zione dei barconi utilizzati dagli scafisti. È bene che l’Italia provveda in fretta. Le prossime settimane rischia-no di essere segnate da deci-ne di migliaia di arrivi con il serio pericolo di dover assis-tere ad altri incidenti, di dover contare nuove vittime. Bisogna fare il possibile per scongiurarlo, consapevoli di non poter ricevere alcun sostegno vero dagli altri Stati della Ue.