mercoledì 29 aprile 2015

Il Sole 29.4.15
Le scuole sceglieranno il numero dei docenti
Ok in commissione alla riformulazione dell’articolo 2
Fassina (Pd): Giannini si scusi con i prof o sarà sfiducia
di Eu.B.


Roma «Se è vero che è il ministero a finanziare l’organico di cui ogni scuola ha bisogno, come è giusto che sia, sarà la scuola a far richiesta del numero di insegnanti di cui ha bisogno per poter realizzare il proprio piano dell’offerta formativa». La “renziana” Simona Malpezzi riassume così la principale novità introdotta ieri in commissione sulla buona scuola. Ma l’aria che tira sulla riforma dell’istruzione non è delle migliori. Né sui tempi visto che la fiducia sull’Italicum finirà per allungarli; né sui contenuti visto che la minoranza Pd offre più di una sponda alla protesta dei sindacati che culminerà il 5 maggio nello sciopero proclamato dalle sigle confederali. Come dimostra l’affondo mattutino via tweet di Stefano Fassina nei confronti della ministra Stefania Giannini: «Gli insegnanti attendono le sue scuse per le sue parole offensive verso di loro. Dobbiamo avviare mozione di sfiducia?».
Come se non bastasse, a rendere ancora più fitte le nubi sul destino del disegno di legge c’è anche l’ipotesi di “spacchettamento” del provvedimento: varare entro maggio un decreto legge con il piano di assunzioni di 100mila precari per consentire la loro assunzione a partire dal 1° settembre 2015 e lasciare nel Ddl gli altri capisaldi della buona scuola (autonomia, merito, valutazione). Un’ipotesi che su Repubblica di ieri è stata attribuita al premier Matteo Renzi. Ma che Malpezzi, solitamente ben informata sulla visione di Palazzo Chigi sulle vicende di istruzione e dintorni, definisce «destituita di ogni fondamento». Anche perché - spiega - una soluzione del genere consentirebbe di procedere solo al turn over dei docenti in uscita e dunque farebbe scendere gli stabilizzandi a 40mila.
La sorte degli altri 60mila è infatti legata a doppio filo al varo dell’organico dell’autonomia. Su cui si è focalizzata ieri l’attenzione della commissione Istruzione della Camera. Da un lato, con l’ok alla riformulazione dell’articolo 2, commi 4, 5, 6 e 7 spiegata da Malpezzi secondo cui sarà il singolo istituto a chiedere gli insegnanti di cui ha bisogno per realizzare il piano dell’offerta formativa (sempre triennale ma modificabile ogni anno entro ottobre, ndr), mentre poi toccherà all’ufficio scolastico regionale “vidimare” questa richiesta. Dall’altro, con il deposito di un emendamento a firma della relatrice Maria Coscia (Pd) che riscrive anche i commi 8 e 9 e che sarà votato alla ripresa dei lavori in commissione. Non prima di sabato 2 maggio però.