domenica 2 luglio 2017

pagina99 30.6.17
HOMESCHOOLING fuori dalle classi: i bimbi si educano a casa

Niente scuola, i miei figli me li educo a casa. Per adesso l'home - schooling, che negli Stati Uniti coinvolge due milioni di persone, è una realtà marginale in Italia, ma il trend, almeno a livello di iniziative annunciate e avviate, è in crescita. Qui vanno forte soprattutto le scuole parentali, istituti con poche decine di iscritti dove insegnano i genitori dei bambini, o comunque persone che fanno parte di una comunità ideale ristretta e condividono la stessa visione della vita e il desiderio di sottrarre i figli a influenze esterne. Alcuni esperimenti sono stati lanciati nel Veneto proprio per contrastare la "teoria del gender" e offrire una educazione rigidamente confessionale, ma sono ben presto abortiti. L'esperienza più affermata è invece la Scuola libera "G. K. Chesterton" di San Benedetto del Tronto, ispirata all'intellettuale inglese padre del distributismo, una corrente filosofica che si voleva porre a metà strada tra il socialismo e il capitalismo e predicava la proprietà in carico a ogni comunità famigliare dei mezzi necessari per il suo sostentamento, tanto per dirne le radici libertarie, comunitarie e anti-Stato. «Molti accettano di mandare i figli, che so, dalle suore o in qualche scuola cattolica sino alla quinta elementare, dopodiché fanno dei discorsi del tipo: "I ragazzi si devono aprire al mondo", ed è invece proprio il momento peggiore quello delle scuole medie», ha spiegato in una intervista rilasciata al sito ProVitail presidente Marco Sermarini. «Tu esponi i tuoi figli a una follia, visto che li affidi a persone a caso, perché non è possibile che tutti i professori siano bravi e che abbiano le tue stesse idee sulla vita, sulla morte, sull'educazione, sulla fede, sul lavoro». Tra i siti più popolari che spingono l'homeschooling in Italia c'è controscuola.it. promosso da Erika Di Martino. Anche qui si mettono in grande evidenza i concetti di libertà, rispetto delle singolarità di ogni bambino controunascuola cheinveceavrebbe il neo di fornire a tutti un progetto "standardizzato": «Ci possono essere motivazioni di natura religiosa, linguistica, di salute, oppure semplicemente perché si vuole dare ai propri figli un'educazione personalizzata che soddisfi le necessità, le passioni e i tempi del singolo – viene spiegato –. Altri scelgono l'homeschooling perché non vogliono delegare ad altri il compito fondamentale di educare i propri figli». Un'altra costante è la critica dei compiti a casa cheucciderebbero laspontaneità del bambino, soffocandone la creatività: «Quaranta ore in scuole senza giardino e il fine settimana rubato dai compiti sono una delle cause della dilagante insofferenza giovanile. Come si può pretendere che i bambini siano educati al rispetto e all'amore, alla custodia della natura, quando non vengono concessi loro il tempo e le basi per crescere in sintonia con queste?».