giovedì 11 maggio 2017


IL SOLE 24 ORE, 07.05.2017
di Guido Scarabottolo
Disegni di Pablo Picasso

Fenicotteri, pinguini, rondini, pavoni, civette. Ma anche lupi, scoiattoli, cammelli, mosche, cavalli. Dalla magica matita del leggendario Pablo Picasso (1881-1973), gli animali sgorgano con un tratto unico, un ghirigoro sorprendente ed elegante. Schizzi poco noti del grande artista, a metà strada tra il mondo animale e quello dell'arte, che Phaidon ha raccolto nel volume «Uccelli e altri animali con Pablo Picasso» (www. ibs.it)





Spavaldo, provocatorio e ingenuo proprio come un bambino Picasso diceva di aver impiegato tutta la vita per tornare a disegnare come un bambino. Non credo si riferisse alla qualità del segno. Certo la "freschezza" del tratto è la prima cosa che salta agli occhi. Una "ingenuità" faticosamente riconquistata. Spesso spavalda e provocatoria. Però immagino che quello che davvero lo interessava era tornare allo sguardo del bambino. Quello che esplora e ricostruisce il mondo con poche informazioni a disposizione. Accumulando interpretazioni della realtà in continua evoluzione. Poi si arriverà, anche attraverso la scuola, al conformismo necessario alla convivenza sociale. Accettando magari, come succedeva fino a non molto tempo fa, l'idea che la terra è piatta, sta al centro dell'universo, con il sole che le gira intorno, ecc. ecc. L'ignoranza del canone o la sua rottura, ecco quello che permette un avanzamento nel campo della conoscenza. Non sapere o sapere di non sapere. Forse era uno sguardo di bambino quello di Galileo, che disegnava le fasi della luna, e disegnava benissimo, anche perché conosceva la tecnica del chiaroscuro e i principi della prospettiva, e aveva frequentato la rinascimentale Accademia del Disegno. Curioso e impertinente come solo un bambino può permettersi di essere. Mordere le cose per saggiarne la consistenza e sentirne il sapore, smontare i giocattoli per capire come funzionano...Il disegno insegna a guardare (provare per credere), a capire come sono fatte le cose. Il disegno è anche una continua riflessione sull'atto del disegnare, e queste pagine di Picasso lo mostrano abbastanza bene. A me l'ha insegnato, tanti anni fa, la mia cuginetta Anna, che disegnava, per rappresentare il sole, un cerchio diviso in due, colorando una metà di rosso e l'altra metà di giallo. Diceva che in effetti il sole non è né rosso né giallo, quindi... In questo modo risolveva il suo problema di codifica del reale, ma proseguendo la linea del suo ragionamento infantile si poteva tranquillamente arrivare alla invenzione della quadricromia che, per chi non lo sapesse, è la tecnica che permette di restituire a stampa le immagini a colori usando solo quattro inchiostri. Così questi animaletti di Picasso non sono un esercizio di stile. Sono un esperimento sulle possibilità del disegno e sono un allenamento all'osservazione. Un bambino lo sa. Spesso mi chiedono se quando disegno per i bambini faccio dei disegni speciali, pensati per loro. Rispondo sempre che quelli che hanno bisogno di disegni speciali sono gli adulti. Sono loro che hanno bisogno di ficcare un certo disegno in una certa casella già preparata e se non ci entra non sanno che farsene. I bambini stanno fabbricando il casellario, più grande sarà il casellario, meglio sarà per loro. © RIPRODUZIONE RISERVATA




Nasciamo tutti artisti
«Tutti i bambini sono
artisti nati. Il difficile sta
nel fatto di restarlo da
grandi» diceva Pablo
Picasso. Qui, in una
celebre foto di Robert
Capa, Picasso è ritratto al
mare con il figlio Claude.
Si racconta che prima
ancora di incominciare
a parlare, il piccolo Pablo
amasse già disegnare