sabato 31 ottobre 2015

La Stampa 31.10.15
Il premier Davutoglu “Commissariare i media è legale”
di Marta Ottaviani


Domani in Turchia si vota e il premier, Ahmet Davutoglu, tenta di placare le polemiche e respinge con forza le accuse secondo le quali il suo governo islamico-moderato e il presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan, abbiano fatto pressioni perché venga limitata la libertà di stampa nel Paese. Parlando del commissariamento del gruppo editoriale Koza Ipek, messo in amministrazione controllata dalla magistratura lunedì scorso, Davutoglu ha detto che si tratta di una procedura «assolutamente legale», ma ha anche aggiunto: «Voglio essere chiaro su questo punto: si tratta di una decisione presa dai giudici, il governo ne è completamente estraneo». Il primo ministro ha poi tranquillizzato il popolo turco, smentendo il vice premier Mehmet Ali Sahin, che due giorni fa aveva ipotizzato una terza elezione in caso di risultato poco chiaro. «La Turchia non tornerà a votare – ha detto Davutoglu -. Il Paese non reggerebbe le urne per la terza volta consecutiva».
La paura dei brogli
Toni smussati anche per il presidente Erdogan, che ha garantito il rispetto del volere del popolo, ma ha auspicato un governo formato da un solo partito, ossia il suo.
Intanto gli analisti hanno previsto un’affluenza record, dall’86 al 91%, e in Turchia cresce il timore di brogli. Domani l’opposizione mobiliterà 65mila persone per controllare che ai seggi non ci siano irregolarità. L’allarme è scattato dopo che Fuat Avni, l’utente Twitter «gola profonda» di Ankara, che da tempo anticipa le mosse del governo, ha predetto che non saranno elezioni trasparenti.