martedì 27 ottobre 2015

Corriere 27.10.15
Pellegrino: creano un votificio
Ma la Corte non può stravolgerlo
intervista di M. Gu.


ROMA «Basterebbero due emendamenti all’Italicum...».
Quali, avvocato Gianluigi Pellegrino?
«La legge presenta due elementi di clamorosa irrazionalità. La mancanza di una soglia di accesso al 2° turno e la validità del premio di maggioranza, due punti su cui l’Italicum ha le stesse incostituzionalità del Porcellum. Perché Renzi non vuole queste modifiche?».
Ce lo spieghi lei, che ha aderito al Coordinamento di Besostri e compagni.
«Perché collegi uninominali e soglie minime garantirebbero gli stessi numeri e la stessa stabilità, ma anche maggiore autorevolezza e rappresentatività del Parlamento».
Secondo lei il premier è contrario?
«Prima si diceva che era Berlusconi a non volerlo. Ma ora che il patto del Nazareno non c’è più viene il sospetto. Si propagandavano gli svarioni dell’Italicum come figli delle richieste di Berlusconi, adesso si è capito che era la volontà di Renzi».
Lei ha combattuto a colpi di carte bollate contro Berlusconi, Alemanno, Polverini, De Luca. Adesso tocca a Renzi?
«Gli rimprovero di non voler fare le cose per bene. Avevo su di lui tante speranze. Ha fatto bene a rottamare la vecchia guardia del Pd, ma ora deve correggere la rotta».
Per Ceccanti il ricorso è senza senso.
«Si diceva pure per quello contro il Porcellum e la legge fu scardinata. Se è incostituzionale meglio saperlo prima del voto, dopo c’è il rischio che le elezioni vengano invalidate».
Quante possibilità di successo ci sono?
«Non penso che la Corte possa stravolgere l’impianto, quanto limitarsi a modifiche chirurgiche».
Avete nostalgia di un tempo in cui nessuno vinceva, come dicono i renziani?
«L’equivoco di fondo è capire se si voglia ancora una democrazia parlamentare o introdurre surrettiziamente un premierato senza bilanciamenti. Con la riforma costituzionale si passa da un bicameralismo paritario a uno confuso, spostando poteri verso l’esecutivo».
La riforma del Senato non accelera il processo legislativo?
«Per la verità ci sono dodici modi diversi di approvare una legge. Un Parlamento di 600 deputati nominati diventa un votificio. Per non dire delle candidature plurime, che sono un inganno» .