domenica 27 settembre 2015

Il Sole 27.9.15
Renzi: Italia leader nel peacekeeping
Roma pronta ad aumentare le missioni di pace e il ruolo nella cooperazione
Il premier, in vista del discorso all’Onu, avvia una tre giorni fitta di incontri a New York tra cui Clinton e Soros
di Gerardo Pelosi


NeW YORK Il Governo di Matteo Renzi punta ad ottenere un ruolo guida tra i Paesi occidentali nella lotta alla povertà e al sottosviluppo in vista del G7 a guida italiana che si terrà nel 2017.
Lo fa mettendo sul tavolo una strategia globale: aumento dei fondi della cooperazione, incremento delle forze a disposizione delle missioni di peacekeeping (prime fra tutte Unifil), esperienza fin qui maturata nella gestione della crisi dei migranti e disponibilità a guidare una missione per la stabilizzazione in Libia una volta che verrà approvata una risoluzione ad hoc. Si tratta di un obiettivo al quale il presidente del Consiglio italiano sta lavorando da tempo ma che potrebbe trovare interessanti conferme proprio durante i lavori della 70a assemblea generale delle Nazioni Unite in corso a New York sulla scorta dei messaggi lanciati al Palazzo di vetro da Papa Francesco. Una partita che troverebbe il suo coronamento nella concessione all’Italia dello status di membro semipermanente nel Consiglio di sicurezza dell’Onu l’anno prossimo.
Da ieri sera il premier italiano è a New York. Primo impegno alle 21 locali (erano le 3 di notte di Italia) a fianco del movimento contro la povertà sponsorizzato da Bill Gates e Bono Vox con un intervento dal palco del Great Lawn di Central Park dove è in corso il Global Citizen Festival. Presenza che Renzi ha confermato di persona a Bono quando due settimane fa ha accompagnato il frontman degli U2 all’Expo di Milano. L’evento ha visto esibirsi artisti del calibro di Pearl Jam, Beyoncé, Ed Sheeran e Coldplay e coincide con il lancio da parte del Palazzo di vetro dei nuovi Global Goals, gli obiettivi globali per mettere fine alle ineguaglianze, per proteggere il Pianeta e per eradicare la povertà estrema entro il 2030. Anche dal palco di Central Park Renzi ha “venduto” il suo progetto già sintetizzato prima della partenza così: «E’ il primo anno in cui l’Italia non va da osservata speciale all’Assemblea Generale dell’Onu; nessuno ha più dubbi sui di noi e possiamo portare la nostra voce sulla grande questione degli immigrati e dei rifugiati sulla quale l’Italia è un punto di riferimento».
I 193 Paesi dell'Onu hanno approvato obiettivi volti a combattere disuguaglianza e ingiustizia, fornire un'azione di qualità a tutti e raggiungere una crescita economica.
Questa mattina il premier italiano parteciperà ai lavori della conferenza sull’uguaglianza di genere e sull'enpowerment femminile, promosso da Ban Ki Moon e dal presidente cinese Xi Jinping e alla quale parteciperà anche il premio Nobel Malala. Subito dopo Renzi interverrà al Vertice sul cambiamento climatico e al summit sullo sviluppo, presieduti da Ban Ki Moon. La partecipazione al summit sullo Sviluppo fa seguito alla partecipazione di Renzi, unico leader occidentale, a luglio scorso alla conferenza dell'Onu ad Addis Abeba nella quale il premier italiano aveva garantito l’impegno del governo italiano a risalire entro il 2017 la classifica dei paesi del G7 quanto ai fondi per la cooperazione, attualmente all’0,19 per cento del Pil. Sempre oggi alle 17 il presidente del Consiglio parteciperà al panel sulla crescita in Europa con l’ex presidente Usa Bill Clinton e George Soros nell'ambito della Clinton Global Initiative.
I dati sulla crescita e sull'occupazione e le riforme saranno il biglietto da visita con cui Renzi tornerà, ad un anno di distanza, ad incontrare la comunità finanziaria della grande mela. Renzi potrà ricordare che sotto la sua guida l’Italia si è risollevata dopo tre anni consecutivi di recessione e che il suo governo ha da poco rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita per questo e il prossimo anno.
Domani il premier Renzi prenderà parte ai lavori di apertura dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e parteciperà al summit sulle operazioni di peacekeeping, un settore nel quale l’Italia rivendica un ruolo guida tra i Paesi occidentali.
Una presenza che Renzi confermerà garantendo anche eventuali nuovi contributi. Sono attualmente 16 le missioni Onu nelle quali l’Italia è impegnata ed il summit tra i leader potrebbe essere anche l'occasione per un focus sul Mediterraneo e sulla Libia. Martedì mattina poi Renzi interverrà all'assemblea dell'Onu prima di ripartire per Roma. La presenza a New York sarà anche l’occasione per diversi incontri bilaterali, tra i quali quello con il presidente iraniano Rouhani, con il re della Giordania Abdullah II e con il presidente egiziano Al-Sisi.