domenica 13 settembre 2015

Corriere 13.9.15
La sfida che Merkel deve vincere (subito) altrimenti si troverà sola in Europa
Di Danilo Taino


Nemmeno per Angela Merkel la rivoluzione — dei rifugiati — che ha annunciato in questi giorni sarà un pranzo di gala. Ieri, Monaco e Amburgo gliel’hanno fatto sapere. La capitale bavarese era al limite, a rischio collasso, con quasi diecimila profughi arrivati in un solo giorno. Oggi, il fiume continuerà. La città ha chiesto aiuto, pur di sveltire le operazioni di partenza. Già da ieri sera treni e bus sono partiti e oggi altri partiranno: per Amburgo, Berlino, Colonia, tutto il Paese. Altri rifugiati hanno per meta la Svezia. La previsione è che in Germania arrivino, nel week-end, 40 mila persone. Anche l’organizzazione logistica tedesca è sotto serio stress. L’entusiasmo mostrato nei giorni scorsi dai cittadini di tutto il Paese, Baviera in testa, sta dando segni di cedimento.
   Ad Amburgo, sempre ieri, erano previste due manifestazioni a favore dei rifugiati. Una, però, è finita in guerriglia urbana, con la scusa di impedire un corteo di anti-immigrati che in realtà era stato vietato. Scontri anche a Brema. Frau Merkel e il suo governo hanno aperto i cancelli ai rifugiati e questi ora arrivano a frotte. Nel medio e lungo periodo il problema di integrarli sarà portentoso: case, scuole, posti di lavoro e soprattutto integrazione nelle comunità locali, che è ben più facile a dirsi che a farsi. Ora, però, l’emergenza è rispondere alle ondate di arrivi, che sembrano avere sorpreso anche le autorità. Non è solo questione di organizzazione logistica: è questione di politica. Ogni inefficienza sarà usata in Germania per criticare l’apertura della cancelliera; e in Europa per dire, da parte di alcuni Paesi, che la sua scelta è stata sbagliata e va ribaltata, comunque non fatta diventare politica della Ue. Frau Merkel deve vincere subito la sua sfida: se la Germania desse l’idea di non farcela, nessuno la seguirebbe. La cancelliera ha messo in gioco molto. Davvero molto.