giovedì 25 giugno 2015

Repubblica 25.6.15
Marco Bentivogli, segretario generale della Fim-Cisl
“Il sindacato cerchi nuove strategie altrimenti si estingue”
intervista di Roberto Mania


ROMA. Marco Bentivogli ha 45 anni, è il segretario generale della Fim ed è il candidato alla guida del nascente sindacato di tutta l’industria della Cisl. Bentivogli è un sindacalista in ascesa ed è l’anti-Landini. Con lui parliamo di unità sindacale e del futuro del sindacato dopo che Susanna Camusso ha chiesto di riaprire il cantiere per l’unità rilanciando il modello degli anni ‘70: «Le grandi conquiste — ha detto in risposta alle critiche di Landini — risalgono a quell’epoca».
Saranno i metalmeccanici, come negli anni ‘70, a fare da apripista all’unità?
«No, purtroppo no. Noi siamo l’epicentro delle divisioni a causa della deriva politica della Fiom. Landini vuol fare come Podemos ma, curiosamente, si vergogna di dirlo, mentre Podemos si autodefinisce “un partito senza vergogna”».
Divisi sarete più deboli.
«Quando si dice che divisi perdiamo non si fa altro che scoprire l’acqua calda. Il problema è un altro: uniti senza una strategia innovativa rischiamo di scomparire».
Questo sindacato rischia l’estinzione?
«Certo che c’è questo rischio. Siamo a un bivio, il sindacato deve smetterla di avere una sorta di pretesa all’eternità. Non è così. Serve un bagno di umiltà e aprire una discussione su cosa oggi ci rende inadeguati».
Cominci a dirlo lei.
«In termini di rappresentanza rischiamo di essere il sindacato che da obiettivi di carattere generale ripiega verso obiettivi corporativi. Dobbiamo smetterla di costruire proposte seguendo la favoletta dei diritti acquisiti. È uno schema che scomparirà con la fine delle pensioni retributive, ed è uno schema non c’è già più nell’attuale mercato del lavoro. Servono scelte radicali, rifondative, rigeneratrici, altrimenti assomiglieremo progressivamente ad un’associazione di reduci».
Cosa cambierebbe?
«Sono contro il sindacato unico per legge, ma va ridotta la proliferazione delle sigle. Ci sono settori in cui calano gli iscritti e crescono i sindacati. Va alzata la soglia per la rappresentatività dal 5 al 10%. E gli iscritti devono contare davvero».
E i giovani?
«Si deve smettere di usarli come supporter di dirigenti over 60. Il sindacato deve tornare ad essere un luogo pubblico per le migliori energie giovanili».
Camusso contro Landini “Unità mossa da anni Settanta? Le grandi vittorie arrivarono allora”