lunedì 25 maggio 2015

Corriere 25.5.15
Il fuoco amico su Tsipras dall’ala estrema del suo partito
di Maria Serena Natale


Una cosa preoccupa il premier greco Alexis Tsipras più dell’isolamento internazionale, il fuoco amico. La drammatizzazione dei toni di queste ore, condensata nelle parole solenni del ministro delle Finanze Yanis Varoufakis («è l’inizio della fine»), mira a creare un clima da stato d’emergenza non solo per alzare la pressione nella trattativa con i creditori ma anche per respingere gli assalti provenienti dallo stesso partito di governo, Syriza. Una volta raggiunto l’accordo di Bruxelles, si spalanca il fronte interno. Non è un caso che le dichiarazioni che allarmano l’Europa siano arrivate nel weekend del Congresso della sinistra radicale ad Atene. L’eventuale intesa sul prestito dovrebbe superare il voto di fiducia in Parlamento, ovvero l’esame delle frange oltranziste del partito, che alle elezioni del 25 gennaio non era arrivato alla maggioranza assoluta per soli due seggi e aveva dovuto formare una coalizione con la destra nazionalista. Finora il nucleo duro e ideologico di Syriza, raccolto intorno al cerchio magico della «Piattaforma di sinistra», ha fatto del programma preelettorale una linea rossa invalicabile. Per essere approvato, l’accordo non dovrà contenere misure più dolorose di quelle previste dal patto con gli elettori. Cosa pressoché impossibile, come è emerso in questi quattro mesi di corpo a corpo tra Atene e le istituzioni creditrici. In caso di mancato via libera della «sua» sinistra, Tsipras si vedrebbe costretto a ricorrere al sostegno esterno di conservatori o socialisti, inaccettabile per il leader che aveva promesso la rivoluzione. Ecco perché, in chiusura del Congresso, il primo ministro ha lasciato filtrare un ultimatum rivolto ai suoi: se l’intesa non passa si torna al voto, e niente «traditori» sulle liste. Messaggio indiretto a oppositori interni come il ministro dell’Energia Panagiotis Lafazanis, che ieri ha escluso qualsiasi apertura alle richieste dei creditori definendo le loro politiche «una delle più orribili pratiche di ricatto della Storia», o la Speaker della Camera Zoi Konstantopoulou, che in Parlamento conduce ormai una sua «agenda parallela» rallentando l’iter dei pochi provvedimenti approvati nelle ultime settimane. Chi la conosce non ha dubbi, punta alla leadership di Syriza.