sabato 16 maggio 2015

Corriere 16.5.15
Allen: fede e ideologia, illusioni contro il «non senso» della vita
di Giuseppina Manin


CANNES Ha mai sognato di uccidere qualcuno? «Come no, anche in questo momento» mormora Allen dardeggiando un lampo dietro le lenti spesse. Qualche giornalista magari…. La lista omicida di Woody è lunga e sempre aggiornata. In Irrational Man , ieri accolto con molti applausi, affida a un prof di filosofia, Joaquin Phoenix, la sua tesi nichilista: «Un centinaio di persone malvage in meno, e il mondo avrebbe tutto da guadagnare». Teoria forse condivisibile a parole, meno nei fatti. Perché delitto chiama delitto e, pur se non segue castigo, le conseguenze sono sempre devastanti. Woody, appassionato lettore di Dostoevskij, lo sa bene. E saggiamente i suoi crimini e misfatti li mette in pratica solo al cinema.
«Il delitto è irrazionale come lo è l’uomo — avverte —. Fragile e incapace di accettare la realtà, la morte, il non senso della vita, il nulla che inghiottirà lui, il mondo, il sole, l’universo… Shakespeare, Michelangelo, Beethoven… Tutto destinato a sparire».
Se ti fermi a pensarci, come accade al prof del film, ti aspettano solo la depressione, il rifiuto di vivere, scrivere, amare. «E allora, per cercare di andare avanti l’uomo si inventa delle illusioni, la religione, la politica, la speranza che, in cielo o in terra, ci sarà un Paradiso. Idee che nulla hanno a che vedere con la ragione, ma che talvolta servono. Non a caso la maggior parte dei sopravvissuti ai campi di sterminio erano comunisti convinti oppure cattolici. Anche se non ha fondamento, la fede aiuta a campare».
Chi invece, come il suo alter ego filosofo, non crede a nulla, nemmeno a Kant o a Kierkegaard, nemmeno a quegli imperativi categorici destinati a infrangersi contro la banalità del male, non trova di meglio che sostituirsi a Dio o al caso, intervenendo nella vita degli altri, decidendo chi debba vivere o morire. Scelte pericolose. Per sfuggire alla crisi esistenziale, molto meglio la soluzione Allen. «Fare film. La mia distrazione meravigliosa. Sul set sono io a decidere storie, amori, vita e morte. E quando non giro vado al cinema. Un’ora e mezza con Fred Astaire allontana l’incubo delle malattie, dell’ospizio, della fine».
L’antidoto ai prossimi 80 anni (li compirà il primo dicembre) è lavorare più che mai. «Sto scrivendo sei episodi per una serie tv prodotta da Amazon. Pensavo fosse una passeggiata invece è un’impresa difficilissima. Non so capacitarmi su come ci sia caduto dentro». E per il cinema un nuovo film è già alle porte. Top secret la storia il titolo, già noti i nomi del cast: Kristen Stewart, Bruce Willis, Jesse Eisenberg. «Scelgo grandi attori perché non occorre dirigerli. Basta non disturbarli».