giovedì 23 aprile 2015

Corriere 23.4.15
Elezioni liguri, la fronda anti Paita dei 200 militanti pd: voto di coscienza
di Erika Dellacasa


GENOVA Il malumore all’interno del Pd ligure per le modalità con cui si è arrivati alla candidatura di Raffaella Paita alla presidenza della Regione ha covato sotto la cenere. E infine è esploso sotto forma di «manifesto». Una dichiarazione di «voto di coscienza» firmato da duecento militanti, la massima parte iscritti al partito, che dichiara — senza mai farne il nome — che non voterà Paita. Ciò potrebbe tradursi in un voto disgiunto alla lista del Pd e a un altro candidato presidente (il più probabile il civatiano Luca Pastorino che si è dimesso dal Pd per presentarsi con Rete a Sinistra). Fra i duecento firmatari nomi pesanti come quello dell’assessore alla Sanità Claudio Montaldo, l’ex segretario provinciale Ubaldo Benvenuti, il presidente dell’Anpi di Genova Bisca, tre presidenti di delegazioni fra le più importanti e popolari di Genova, Sestri Ponente, Cornigliano e la Valpolcevera. «Non bastano i richiami alla disciplina di partito quando si producono delusioni e amarezze così profonde: né funziona il pericolo della destra quando la si è frequentata, persone e idee con tanta disinvoltura» scrivono i quasi-ribelli che restano nel Pd pur facendo l’elenco delle doglianze: l’inquinamento politico delle primarie, la richiesta di voti al centrodestra, la rottura a sinistra «senza alcuna reazione», la mancata riflessione sull’uscita di Cofferati. Ma, dopo il diktat della commissione di garanzia sul fatto che chi non voterà Paita e soprattutto lo dirà in giro rischia l’espulsione i firmatari non temono di essere sbattuti fuori? Se così fosse, è la risposa comune, significherebbe che la coscienza non ha più cittadinanza e valore in questo Pd. Nel documento non c’è il minimo accenno alle ultime vicende giudiziarie che vedono Paita indagata. L’assessore alla Protezione civile, interrogata martedì, si è difesa sostenendo di non avere la responsabilità di dichiarare l’allerta meteo. Le indagini sono concentrate in particolare sulla direttiva del Presidente del Consiglio del 27 febbraio 2004 che delega la responsabilità della Protezione civile ai presidenti di regione. Il governatore Claudio Burlando aveva delegato, nel luglio 2014, tali poteri a Paita.