martedì 12 febbraio 2019

Il Fatto 10.2.19
Gli antagonisti in pista contro il Viminale
Gli obiettivi - La difesa degli spazi occupati e la guerra contro Cpr e Cie
di Davide Milosa


La guerriglia anarchica di Torino ieri. Tre giorni fa lo sgombero dell’asilo occupato di via Alessandria. Un luogo decisivo per le lotte anti-sistema. Non a caso l’operazione della polizia è arrivata dopo che il giudice di Torino ha dato l’ok all’arresto di sei persone. Secondo fonti dell’intelligence l’asilo, negli anni, è stata la camera segreta da cui sono partiti attentati contro il sistema dell’immigrazione. Battaglia nota, che passa sotto il nome di I Cieli bruciano. Obiettivo: prima i Cie, poi i Cpr e oggi di nuovo le politiche del governo in tema di immigrazione con la volontà dichiarata di riaprire i Cpr. Chi è stato indagato è accusato di aver colpito tutte quelle aziende che lavorano nell’indotto. Pacchi bomba destinati anche alle Poste, e in particolare alla compagnia aerea (Mistral) che riporta le persone espulse nei loro paesi. Insomma, lo sgombero dell’Asilo ha dato fuoco alle polveri di un movimento anarchico che da mesi si sta ricompattando. Calamita nota: la politica del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Solo pochi giorni fa a Milano nel quartiere del Ticinese è comparsa questa scritta: “Non sparare a salve, spara a Salvini”. I fermati di ieri sono 12, uno di loro è spagnolo. Oltre 150 gli identificati. A Torino c’erano anarchici arrivati da Germania, Spagna, Francia, Serbia. Presenti anche dal nord Italia, da Trento e Rovereto, da Bologna e da Milano. E che la guerriglia di ieri rappresenti un dato politico importante lo dimostra il volantino anarchico girato giorni fa e che già annunciava la manifestazione di ieri. Si legge: “(…) Con l’accusa di associazione sovversiva per via della partecipazione alle lotte contro i Cie e i Cpr o per essere stati catturati nelle ore di scontri che hanno seguito lo sgombero. La lotta, l’autogestione, le occupazioni e la solidarietà sono sotto attacco, in pieno clima securitario salviniano, col pieno supporto dei Cinque stelle sindaca in primis. Rivendichiamoci 24 anni di occupazione, rivendichiamoci la lotta contro le infami gabbie dei Cpr, rivendichiamoci la lotta contro il decreto Salvini”. Il tema è dichiarato. Al centro della lotta anche le politiche per la casa e le nuove accelerazioni governative per gli sgomberi. È successo a Torino con l’Asilo. È capitato a Milano. Obiettivo Villa Vegan, altro simbolo anarchico occupato da circa vent’anni. Anche in quel frangente gli anarchici milanesi hanno avuto l’aiuto di buona parte dell’area antagonista del nord Italia. Risultato: sgombero rinviato. Sempre a Milano il tema dell’occupazione delle case è stato rilanciato dall’arresto di 9 autonomi accusati di aver messo in piedi un’associazione a delinquere “non a scopo di lucro ma per una giustizia sociale”. Tutti sono stati mandati a processo. Solidarietà è arrivata dal centro sociale torinese Askatasuna. L’onda anarchica oggi è una concreta allerta. Alfredo Cospito, condannato per l’attentato all’ex ad di Ansaldo nucleare Roberto Adinolfi, in una lettera al giornale anarchico Vetriolo ha parlato di un ritorno “alla lotta armata”. Non solo, gli attentati rivendicati online raggiungono la frequenza di uno al mese. L’ultimo è quello della Fai (Federazione anarchica informale) che risale al 24 dicembre. Obiettivo: l’Istituto italiano di tecnologia a Genova. Dalla Liguria al Piemonte ieri. Con Milano in allerta per la riapertura del Cpr di via Corelli.