Il Fatto 29.1.19
Il Vaticano, “la più grande comunità gay del mondo”
di Carlo Tecce
“Questo
libro rivela il volto nascosto della Chiesa: un sistema costruito, dai
seminari più piccoli alla curia romana, sulla doppia vita omosessuale e
sull’omofobia più radicale”. Dal 21 febbraio, tradotto in otto lingue e
diffuso in venti paesi, dall’Italia agli Stati Uniti, dalla Polonia alla
Spagna, dall’Australia al Regno Unito, Sodoma di Frédéric Martel sarà
in libreria e promette di scatenare un putiferio in Vaticano. Sodoma,
come la città biblica distrutta da dio per la sua empietà. Il francese
Martel è giornalista, scrittore, sociologo dichiaratamente gay, non
attivista Lgbt, autore di una dozzina di volumi, tra cui Mainstream e
Global Gay, insegna all’Università di Zurigo, conduce un programma su
Radio France, da ragazzo fu consigliere del primo ministro Michel
Rocard. Martel ha lavorato quattro anni a Sodoma con un gruppo di oltre
80 ricercatori, ha visitato 30 Paesi e intervistato 41 cardinali, 52
vescovi, 45 nunzi apostolici, 11 guardie svizzere, ha frequentato il
Vaticano per settimane. Un testo di 550 pagine e una tesi da sviluppare
con i fatti: l’omosessualità repressa è il vero male della Chiesa
cattolica. Sodoma non fa gossip, è un’inchiesta con tante voci di alti
prelati. Martel sostiene che il Vaticano sia la più “grande comunità gay
del mondo” e che Sodoma, molto dura nel ripercorrere le vicende del
pontificato di Giovanni Paolo II e molto in sintonia con papa Francesco,
possa spiegare gli scandali degli abusi sessuali nel mondo, a
cominciare dal Cile e dal Messico.