giovedì 18 ottobre 2018

La Stampa 18.10.18
Studente spara a scuola, 19 morti
È la “Columbine” della Crimea
Come nella strage negli Usa, un 18enne apre il fuoco sui compagni e si uccide Poco prima aveva piazzato una bomba nella mensa. I testimoni: “Odiava tutti”
di Giuseppe Agliastro


L’esplosione di una bomba imbottita di schegge di metallo e poi fucilate ai ragazzi che fuggivano in preda al panico.
Ieri - raccontano gli investigatori russi - uno studente di 18 anni ha fatto strage dei suoi compagni di scuola all’Istituto Politecnico di Kerch, nella Crimea che Mosca si è di fatto annessa nel 2014. Poi si è tolto la vita. I morti sono almeno 19, i feriti decine, pare come minimo una quarantina. Dodici versano in gravi condizioni. Si tratta per lo più di adolescenti, ma tra le persone uccise ci sono anche un insegnante e uno dei vicepresidi.
Nell’intervallo
L’assalitore è stato identificato come Vladislav Roslyakov, uno studente del quarto anno, ma sono ancora ignoti i motivi del suo orrendo gesto. Secondo testimoni e forze dell’ordine, il giovane è entrato a scuola durante l’intervallo con uno zaino e un fucile calibro 12 nascosto in un tubo portadisegni. Lo zaino conteneva una bomba, che è esplosa nella mensa dell’istituto. Poi lui ha preso a sparare all’impazzata contro chiunque gli capitasse sotto tiro passando da un’aula all’altra. Il suo corpo senza vita è stato trovato dalla polizia nella biblioteca al primo piano della scuola. Pare con ferite di arma da fuoco compatibili con il suo fucile, che deteneva regolarmente per andare a caccia. Tra i suoi oggetti personali, gli investigatori hanno poi trovato anche un secondo ordigno, che è stato subito neutralizzato.
Inizialmente si pensava che a provocare la strage fosse stata una fuga di gas, ma le autorità russe hanno poi annunciato che la deflagrazione era stata causata da una bomba piena di schegge. Il Comitato investigativo russo parlava esplicitamente di atto terroristico e anche il Cremlino confermava che la pista del terrorismo era tra quelle al vaglio degli investigatori. Per sicurezza sono state chiuse tutte le scuole della penisola sul Mar Nero. E il ministero della Difesa aveva già preparato quattro aerei per portare via i feriti in caso di necessità e ricoverarli in strutture ospedaliere militari. Alcune ore dopo però i nuovi dettagli emersi hanno portato le autorità ad aprire un’inchiesta per «omicidio di massa».
Pare che il giovane che ha premuto il grilletto per uccidere i suoi coetanei avesse problemi a scuola e meditasse una vendetta. Probabilmente i suoi veri obiettivi erano l’insegnante e il vicepreside che ha ammazzato entrando nei loro uffici. «C’erano corpi dappertutto, corpi di bambini dappertutto», racconta Olga Grebennikova, la direttrice della scuola, dove studiano circa 850 ragazzi.
Durante l’incontro a Sochi con il presidente egiziano Al Sisi, Vladimir Putin ha chiesto un minuto di silenzio per commemorare le vittime della strage. «Si tratta chiaramente di un crimine - ha detto - e i motivi saranno indagati accuratamente». Le autorità russe della Crimea hanno indetto tre giorni di lutto a partire da domani e hanno ordinato di schierare d’ora in avanti due guardie armate davanti a ogni scuola.