giovedì 27 settembre 2018

Repubblica 27.9.18
Archeologia è storytelling all’Egizio di Torino
di Marina Paglieri


Si deve creare una nuova narrazione per i musei, in cui tutela e valorizzazione non siano più separate, ma trovino una sintesi nella ricerca.
Perché soltanto la conoscenza può scongiurare il rischio dell’oblio che corre il nostro patrimonio culturale».
È il pensiero del direttore – dal 2014 – del Museo Egizio di Torino Christian Greco, 43 anni, che dalle parole passa ai fatti.
E, al suo fianco la presidente Evelina Christillin, annuncia il nuovo progetto dell’Archeologia dell’invisibile, che sarà presentato a marzo 2019 in una mostra che porta lo stesso titolo: «Renderemo visibili al pubblico le nostre indagini sui materiali, dalle radiografie alle tac, le analisi archeometriche sui reperti e illustreremo i recenti scavi e le ricerche d’archivio. In questo modo faremo partecipare le persone alla vita del museo – spiega – Durante le "passeggiate con il direttore" che organizzo da tempo, mi rendo conto che c’è una domanda in questo senso da parte dei visitatori».
Al centro della nuova mostra ci sarà l’oggetto con la sua biografia: «Il reperto, prendiamo per esempio un vaso, ci racconta la sua storia, da quando è stato costruito con l’argilla, all’uso che ne è stato fatto nella vita quotidiana, alla sua deposizione in una tomba, in cui viene dimenticato. Poi iniziano una nuova fase, con lo scavo, e una nuova vita, con l’ingresso nel museo.
Presenteremo tutto questo, coinvolgendo chi viene a trovarci e rendendo pubblica l’archeologia» continua Greco.
Che rivela un’altra novità che va nella stessa direzione: la nascita di uno spazio al primo piano, che si chiamerà la "Sala della vita" e che sarà pronto nel 2020.
Al centro ci sarà ancora la "biografia dell’oggetto", applicata alle mummie.
«Ricostruiremo la vita delle persone di cui conserviamo i resti: come si chiamavano, quando e quanto sono vissute, con gli studi paleo-patologici capiremo di che cosa si erano ammalate».
E poiché il museo, nonostante quanto si possa pensare, non è mai statico, ma propone continue variazioni, come è già accaduto da quando Greco è alla guida dell’Egizio di Torino, nel prossimo anno si rinnoveranno le sale storiche dell’ipogeo, che raccontano la nascita del museo.