giovedì 29 marzo 2018

Corriere 29.3.18
Lo sherpa di Macron
«Sì ai grillini, no alla Lega»
di Federico Fubini


«Se diranno no alla Lega i grillini avranno un posto nell’alleanza politica europea». Lo dice al Corriere Shahin Vallée, uomo di Macron.
Shahin Vallée non vede perché no: se chiarisce le proprie posizioni, il Movimento 5 Stelle potrebbe trovare un posto nell’alleanza politica europea che Emmanuel Macron sta studiando in vista delle elezioni per il Parlamento di Strasburgo nel 2019. Vallée è un ex consigliere di Macron, che in questa fase segue da vicino l’iniziativa europea del presidente in preparazione del voto fra poco più di un anno. E vede solo un grande ostacolo sulla strada dell’integrazione dei pentastellati in un’alleanza delle forze politiche nuove d’Europa: sembra difficile poter essere alleati di Macron a Bruxelles e di una Lega a trazione lepenista in Italia.
È vero che da Parigi si sta cercando di creare un movimento europeo sul modello di ciò che è stata La Republique en Marche in Francia nel 2016?
«Non c’è ancora una strategia chiara. C’è però una direzione che mi pare molto semplice e anche molto ambiziosa: creare un nuovo gruppo nel Parlamento europeo per sfidare il duopolio del partito popolare e del partito socialista e democratico europeo, che è all’origine di molta dell’inerzia dell’ultimo decennio».
Ma esattamente cosa vuole fare Macron?
«Vuole costruire un’ampia alleanza pro-europea aperta a tutti, in modo da sfidare sia l’ondata dei partiti nazionalisti che l’inerzia di quelli tradizionali. Non sarà facile, perché deve trovare il modo di unire forze europeiste che a livello nazionale possono essere avversarie».
Il Movimento 5 Stelle può far parte di questa iniziativa, secondo lei?
«Dipende in gran parte da come M5S vede l’Europa, un aspetto che non è chiaro. E bisogna vedere se i pentastellati saranno in grado di convergere con En Marche e altre forze in Europa sulla base di una piattaforma coerente. Fondamentalmente, ci sono due tipi di forze politiche insurrezioniste in Europa oggi: quelle che di base sono nazionaliste e anti-europee e quelle che sono critiche sull’Europa ma vogliono riformarla. Per esempio, Syriza in Grecia o Diem (il movimento fondato da Yanis Varoufakis, ndr) stanno sfidando l’Europa che c’è ma vogliono trasformarla, non distruggerla. Queste sono componenti che con Macron e En Marche possono trovare un compromesso per unire le forze».