mercoledì 14 giugno 2017

La Lettura del Corriere Domenica
Fellini e David Lynch pazzi per Apuleio
di Marco Rizzi


Chi è nato negli anni Sessanta del secolo scorso, e ha frequentato le scuole superiori nel decennio successivo, vive una condizione intellettuale particolare, divisa tra una formazione fatta di libri e studio dei classici — il liceo! — e il presente di una cultura pop in cui alto e basso si mischiano e il «classico» non si sottrae al destino della destrutturazione. Ma il fascino di certe letture rimane, sia pure spogliato di ogni aura di sacralità.
Così Franco Pezzini (nato nel 1962) inaugura la serie dei «Classici pop» per Odoya con il volume L’importanza di essere Lucio : una rilettura dell’unico romanzo latino a noi pervenuto, Lucio ovvero l’asino d’oro di Apuleio, del II secolo dopo Cristo, che già di per sé rappresenta un intrigante miscuglio di avventura, erotismo, religiosità e magia.
In un susseguirsi costante di colpi di scena si snoda la vicenda di un giovane, Lucio appunto, che per la sua morbosa curiosità si ritrova trasformato in asino e deve misurarsi, tra mille altre difficoltà, pure con fantasmi e nobildonne erotomani.
Pezzini rinarra il plot del racconto di Apuleio, inframmezzandolo però con divagazioni — dal colto al divertente — sulle caratteristiche narratologiche e storiche dell’opera, con illustrazioni varie e bozzetti dell’amico Massimiliano Korn-müller. L’autore fornisce ampie informazioni sul fascino esercitato dal romanzo apuleiano nell’immaginario letterario e artistico, da Giovanni Boccaccio e Matteo Maria Boiardo, a Federico Fellini e David Lynch, ad Antonio Canova e Milo Manara — e ovviamente non mancano i ricordi di un giovane degli anni Settanta. Il libro è dedicato dall’autore al suo professore del liceo (il D’Azeglio di Torino): e non avrebbe potuto essere diversamente.