sabato 27 maggio 2017

La Repubblica, 27.5.2017
Alla Camera 417 emendamenti, uno di riserva per i dem. Ma Delrio frena
Di Giovanna Casadio
Roma.
E sulla legge elettorale modello tedesco apre anche Beppe Grillo. Un "grande accordo" tra Renzi e Berlusconi e ora anche con il leader dei 5Stelle è possibile? Di certo Grillo vuole entrare nella trattativa e prima di lunedì, quando i capigruppo M5S e quelli del Pd si incontreranno a Montecitorio, si appella alla rete. Oggi e domani consultazione per sapere se ai militanti l'idea piace. Sono chiamati a partecipare sulla piattaforma Rousseau e hanno davanti proposte precise. Perché il via libera è comunque ad alcune condizioni: voto subito, niente coalizioni elettorali, proporzionale rigoroso sulla totalità dei seggi della Camera e soglia di sbarramento al 5%. Al tempo stesso i 5Stelle pensano a un premio di maggioranza per chi raggiunge il 40%. La mossa a sorpresa di Grillo sul blog arriva dopo che sono stati depositati ieri in commissione Affari costituzionali della Camera gli emendamenti. Nel complesso sono 417. I 5Stelle prima ne mettono nero su bianco 100, poi sfrondano a 38. Forza Italia ne presenta solo 4. Ma spiega Francesco Paolo Sisto che sono chirurgici: puntano a destrutturare il cosiddetto Rosatellum, il modello elettorale voluto dal Pd, mezzo maggioritario e mezzo proporzionale, dal quale mercoledì prossimo partirà la discussione. La rotta forzista è quella proporzionale "alla tedesca", come Silvio Berlusconi ha detto e ha confermato a Renzi in un colloquio telefonico di qualche giorno fa. Nei 58 emendamenti del Pd nessuna spinta verso il proporzionale. Almeno per ora. Ma c'è una carta di riserva che il dem Dario Parrini, esperto di sistemi elettorali, ha scritto: una correzione del Rosatellum in base alla quale «la quantità di seggi di cui un partito dispone dipende dai suoi voti di lista»: in pratica, metodo proporzionale. Spetterà al relatore Emanuele Fiano utlizzarla, se si sarà raggiunto l'accordone sul modello tedesco e se questo sarà stato ratificato dalla Direzione dem che si riunisce martedì prossimo . Tutto però da verificare. Nello stesso Pd sono tante le voci pro sistema maggioritario, come quella del ministro Graziano Delrio. Correttivi al Rosatellum hanno presentato anche Gianni Cuperlo e Andrea Giorgis per stabilire che le coalizioni non possono essere a macchia di leopardo, ma le stesse in tutti i collegi uninominali che il Rosatellum prevede appunto al 50%. Dalla Lega solo 2 emendamenti; 24 da Mdp che sul tedesco ci sta; un centinaio dagli ex montiani e 41 dagli alfaniani. Il timing. La dead line è il 5 giugno quando la legge elettorale approda in aula. Prima sarà accaduto di tutto: la fitta agenda di incontri di lunedì, a molti dei quali parteciperà anche Renzi. Difficile un faccia a faccia del segretario dem con Berlusconi: «Niente Nazareno bis solo dialogo sulle regole». ©RIPRODUZIONE RISERVATA