giovedì 24 dicembre 2015

La Stampa 24.12.15
Due mamme per una figlia. Per la Corte d’Appello si può
La sentenza conferma la “stepchild adoption” per una coppia omosessuale
di Francesca Paci


Da oggi due mamme con una bimba sono una famiglia. Parola della Corte d’Appello di Roma che ieri ha confermato una sentenza del Tribunale dei Minori di Roma di un anno e mezzo fa secondo cui una donna aveva il diritto di adottare la figlia biologica della sua compagna, sposata all’estero. Nel 2014 la senatrice Monica Cirinnà aveva da poco presentato il disegno di legge sulle unioni civili, terreno di forte scontro ideologico rispetto al quale la decisione dei giudici capitolini apriva di fatto la strada alle adozioni omosessuali. Ora, in attesa che il ddl Cirinnà venga discusso il 26 gennaio, la nuova fuga in avanti del tribunale romano che in pratica riconosce la «stepchild adoption», la possibilità per il genitore non biologico di adottare il bambino del partner.
«Con motivazioni chiare ed essenziali la sentenza conferma che in Italia il partner di una coppia omosessuale può adottare» commenta Maria Antonia Pili, legale della coppia che aveva avuto la bimba all’estero con procreazione assistita eterologa. In Italia la «stepchild adoption» è già possibile per le coppie eterosessuali sposate da almeno 3 anni e per i conviventi che siano coniugati al momento della richiesta ma è preclusa ai gay, per i quali non c’è matrimonio. Nel resto del mondo la pratica è aperta agli omosessuali in 28 i paesi, 21 dei quali ammettono anche l’adozione di minori senza legami biologici con i futuri genitori.
La notizia è rilevante. Lo prova polemica già sollevata dal presidente della Commissione lavoro del Senato Sacconi, «la sostanza rappresenta l’ennesima dimostrazione di come il potere giudiziario sia irresponsabile e pronto a decidere contra legem». Poco cambia che i giudici abbiano spiegato come in questo caso, a indagini effettuate, sia prevalso l’interesse della bimba. La motivazione recita che «non si tratta di affiancare una seconda figura materna ma di prendere atto d’una relazione consolidata nella vita della minore» e valutarne l’utilità. Ma la materia scotta: chi avversa la stepchild adoption tuona che i figli hanno diritto a un padre e una madre.
Nel giorno in cui anche la Grecia approva una legge sulle unioni civili la Cirinnà esulta. Ora tocca all’Italia: «La decisione della Corte d’Appello di Roma indica che la soluzione identificata per garantire alle famiglie arcobaleno l’estensione della responsabilità genitoriale è un primo passo per assicurare la tutela di tanti bambini, come i tribunali italiani stanno riconoscendo». Uno dei punti più discussi del suo ddl è l’articolo 5, quello sulla stepchild adoption. È il tema dei temi. Una ricerca dell’Arcigay patrocinata dall’Istituto Superiore di Sanità rivela che il 17,7% dei gay e il 20,5% delle lesbiche over 40 hanno almeno un figlio.