lunedì 4 maggio 2015

Corriere 4.5.15
«Tel Aviv non può essere Baltimora»
L’ira anti polizia degli etiopi d’Israele
di Davide Frattini


GERUSALEMME «Siamo neri, ma questa non può essere Baltimora». È infatti il pezzo di autostrada più trafficato attorno a Tel Aviv, il simbolo del legame della città con il resto del Paese. Quel legame che gli ebrei etiopi non sentono più o non hanno mai sentito.
Gli slogan denunciano il razzismo dei poliziotti, chiedono l’intervento dei politici. Perché la comunità si sente esclusa, dalle scuole o dai posti di lavoro migliori. Esclusa e minacciata. Le proteste (la prima manifestazione è stata a Gerusalemme) sono cominciate dopo che settimana scorsa è stato diffuso un video girato da una camera di sicurezza: Damas Pakedeh, un soldato etiope in divisa, è fermo appoggiato alla sua bicicletta, un poliziotto gli ordina di spostarsi perché nella zona c’è un pacco sospetto. Quando il ragazzo non si muove, lo spinge e gli tira una ginocchiata. Il militare reagisce, non vuole restare a terra, prende una pietra, l’agente allunga la mano verso la pistola.
Il poliziotto adesso è stato sospeso. Ma i leader della comunità sono sicuri che senza il filmato in carcere sarebbe finito il ragazzo: «È una pentola a pressione che sta esplodendo — spiega Inbal Bogale, una delle organizzatrici dei cortei —. La polizia incrimina i giovani etiopi senza ragione e rovina le loro vite. Con quella macchia non possono più trovare un lavoro decente, entrare nelle unità combattenti dell’esercito». Chiede che il poliziotto venga processato: «I violenti devono essere condannati».
Le squadre antisommossa hanno permesso che i manifestanti occupassero l’autostrada per qualche ora. Gli agenti etiopi non sono stati schierati per evitare «che si sentissero in difficoltà» come ha detto uno dei comandanti. Verso il tramonto è arrivato l’ordine di sgombrare. I dimostranti lasciano l’autostrada, si spostano verso il centro e bloccano le vie attorno a piazza Rabin. Gli scontri cominciano nel quadrato delle manifestazioni pacifiste: lacrimogeni, granate assordanti, le cariche dei poliziotti a cavallo, l’assalto del corteo verso il palazzo del sindaco.