mercoledì 30 gennaio 2019

La Stampa 30.1.19
Via libera allo sgombero di CasaPound
Al Campidoglio passa la mozione del Pd, a favore anche i 5S. Dem in pressing su Salvini: basta far finta di nulla
di Flavia Amabile


Dopo settimane di polemiche il Pd ha presentato una mozione per chiedere lo sgombero dell’edificio occupato da CasaPound a Roma. La mozione è stata approvata a maggioranza dal consiglio comunale e assegna alla sindaca Virginia Raggi il compito di intervenire con ministro degli Interni, prefetto e questore perché venga predisposto lo sfratto immediato dell’edificio.
A votare a favore della mozione è stato anche il Movimento Cinque Stelle che della Lega è alleato nel governo nazionale. E la Lega è il partito guidato da Matteo Salvini, ministro dell’Interno, non indifferente a CasaPound. Nei mesi scorsi quando stava sottolineando la necessità di velocizzare gli sgomberi a Roma perché fonte di degrado, spiegò anche che lo sgombero di CasaPound, invece, «non è una priorità» molte altre sono più urgenti.
«Siamo di fronte alla solita polpetta avvelenata per Matteo Salvini, fatta pensando di metterlo in difficoltà - accusa il leader del movimento di estrema destra, Simone di Stefano, segretario di CasaPound -. Ma noi non siamo alleati di Salvini dal 2015, quindi il ministro è libero di comportarsi come meglio crede».
Ma la questione è ormai più politica che una semplice misura di contrasto all’infinito degrado romano. Il Pd si rivolge alla Lega in un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno firmata dalla senatrice Monica Cirinnà, Luigi Zanda, Bruno Astorre, Annamaria Parente, Andrea Marcucci, Franco Mirabelli, Teresa Bellanova e Antonio Misiani: «Ora il ministro Salvini non può più far finta di niente: dica quando verrà fatta rispettare la legalità e si procederà alla fine dell’occupazione abusiva dell’immobile».
Al Pd si aggiunge la voce dei Cinque Stelle. La consigliera Roberta Lombardi: «Salvini ti presenterai anche lì con la ruspa?».
Il ministro dell’Interno risponde ricordando che «come da programma concordato dalla Prefettura di Roma, procederemo con l’operazione sicurezza e sgombero di tutte le occupazioni illegali, nessuna esclusa, a partire già dai prossimi giorni dalle situazioni più pericolose per l’instabilità delle strutture e da quelle per cui ci sono richieste di sequestro giudiziario in corso».
Simone Di Stefano però annuncia battaglia contro la mozione. Innanzitutto precisa che «non esiste nessuna sede di partito in Via Napoleone III come certificato da verbale GdF e quereleremo gli autori della mozione». Inoltre, fa notare in un post su Facebook, il Comune non è proprietario dell’immobile «quindi non ha nessun potere di richiedere indietro lo stabile». E ricorda una delibera di Veltroni che obbliga il Campidoglio «a fornire 18 alloggi di edilizia residenziale pubblica alle famiglie occupanti, prima di eseguire qualsiasi sgombero». Poi attacca: «Da 15 anni ogni sindaco che non è in grado di amministrare la città a un certo momento per distrarre i romani inizia a parlare di CasaPound. Questo non ha portato molta fortuna ai sindaci precedenti - conclude - e speriamo porti sfortuna anche alla Raggi».