giovedì 21 giugno 2018

Repubblica 21.6.18
A Trento
Alloggio in affitto ma solo a studenti lombardo-veneti
di Enrico Ferro


TRENTO Avolte la soglia massima di tolleranza coincide con il corso del fiume Po, stavolta è addirittura quello dell’Adige. Si parla di affitti agli studenti universitari.
Affitti negati a chi viene dal sud, dal centro, da qualsiasi altra parte d’Italia che non sia il nord. È a Trento che viene eretto questo nuovo muro, anche se i precedenti ormai sono una sfilza.
«Salve, sono interessata alla stanza singola. Sarebbe possibile fissare un appuntamento per visitare la casa?», chiede Marta da Pescara, 21 anni, studentessa al terzo anno di Giurisprudenza all’università di Trento. Il canale di comunicazione è Facebook, attraverso il gruppo “AAA appartamenti studenti Trento”. Risposta: «Assolutamente sì, ma prima gradirei capire di dove sei e cosa studi». Marta candidamente risponde: «Studio Giurisprudenza e sono di Pescara».
A questo punto il proprietario della singola, il “paròn”, interrompe la conversazione: «Scusa tanto ma sto cercando ragazze del Triveneto e della Lombardia. Niente di personale». Marta ci resta di stucco, chiede spiegazioni.
«Esperienze personali», taglia corto lui. La ragazza tenta di recuperare perché quella casa le piace per davvero. «Scusa ma non ho tempo da perdere, ciao», chiude l’uomo, che di nome fa Flavio ed è proprietario di un’agenzia di comunicazione proprio a Trento.
«Non è giusto minimizzare, non è giusto sdrammatizzare, non è giusto chiudere gli occhi. Bisogna chiamare le cose con il loro nome, e le uniche parole da usare in questa situazione sono: pregiudizio e discriminazione», dice Marta a “l’Universitario”, giornale online degli universitari di Trento. «Nel 2018, nella città che io ho scelto come sede dei miei studi e della mia formazione, vivere episodi come questo è davvero una sconfitta».
La stessa risposta, sempre dallo stesso Flavio, l’ha ricevuta pure Ginevra da Roma. Purtroppo i casi sono molteplici, Trento è solo l’ultimo in ordine di tempo.
«Non si affitta a immigrati e meridionali», si è sentito rispondere lo scorso mese di ottobre un padre napoletano in cerca di una sistemazione per la figlia che studia a Padova. «Sei terrona, non si fa niente», è invece la risposta data a un’insegnante calabrese che lavora a Mantova, a novembre dello scorso anno. Sanremo, agosto 2017: «Niente meridionali in casa mia». Vigevano, due anni fa: «No animali, no extracomunitari». È il pericoloso e, pare, inesorabile vento dei tempi nostri.